Il presupposto che si nasconde dietro ogni testo è la volontà di essere letto. La volontà cioè di chi scrive – per sé o per gli altri – di far leggere quelle parole.
La domanda fondamentale è: come si fa a farlo al meglio?

Se tu commissioni un testo, desideri comunicare qualcosa; e allo stesso tempo pensi, proprio come me, che la forma scritta sia una delle migliori per dare valore al tuo pubblico, per trasmettere qualcosa di speciale ai tuoi lettori.
E’ proprio per questo che quando si progetta un testo, la costruzione è un passaggio fondamentale. Esistono meccanismi inconsci nella lettura che è bene conoscere per comprendere come noi esseri umani raccogliamo le informazioni e come, noialtri esseri (altrettanto) umani, dobbiamo scrivere un testo in modo che comunichi il maggior numero di informazioni.
Un libro che ho letto di recente – su consiglio di una mentore straordinaria – si intitola Content Design, di Sarah Richards e ci racconta qualcosa di molto interessante su questo argomento.
Nel libro di Sarah Richards, infatti un intero capitolo è dedicato alla “scienza della lettura”, proprio a partire dalla definizione stessa di lettura:
In Psychology of Reading di Keith Rayner e Alexander Pollatsek si afferma che: “Leggere è la capacità di estrarre informazioni visive dalla pagina e comprendere il significato del testo”
E nel mondo occidentale questo meccanismo umano funziona per tutti nello stesso modo. E saperlo fa la differenza. Infatti gli occhi di un lettore non leggono semplicemente una parola e poi passano a quella successiva.
Piuttosto, saltano dappertutto. Queste due fasi hanno nomi precisi: quando l’occhio atterra su di una parola, si chiama fissazione. Quando l’occhio salta, si chiama saccade.
Le fissazioni avvengono in 3 zone:
• una in cui si leggono i primi caratteri di una parola (può richiedere 100 millisecondi per
il cervello del lettore per identificare una parola)
• la seconda zona in cui si raccolgono più informazioni sulla parola e qualsiasi altra parola sulla destra
• la terza zona (nota come vista parafoveale) ipotizza dove potrebbe essere il prossimo miglior punto di fissazione
Più le parole risultano familiari al lettore, più velocemente il lettore riesce a comprenderne il significato. Ma la vera notizia è che le persone prendono informazioni solo sulla fissazione, non sulla saccade.
Per questa ragione è fondamentale sapere cosa accade nella mente del lettore – e nei suoi occhi – per scrivere un testo che funziona, per portare le informazioni utili a chi le vuole leggere e farlo nel modo migliore e più comprensibile per il lettore stesso.